Asilo nido e scuola dell'infanzia dai 12 mesi e i 5 anni a Palermo, Asilo nido e scuola dell'infanzia dai 12 mesi e i 5 anni a Palermo,

Piano POF

La scuola di solidarieta'

La scuola per l'infanzia Piccole Birbe propone al centro della propria opera i valori della vita, della condivisione e della solidarietà, la scuola si propone di favorire la maturazione dell’identità umana e cristiana della persona, di potenziare l’autonomia vera che consenta l’esercizio dell’amore verso il prossimo, di rafforzare la competenza mediante degli strumenti culturali attraverso i quali il bambino organizza la propria esperienza.
 

La scuola materna autonoma nella comunita'

La comunità, da un punto di vista pedagogico, si configura come un gruppo sociale i cui singoli comportamenti si riconoscono in un sistema comune e condiviso che implica due livelli di progettualità: l’uno soggettivo, l’altro comunitario con la conseguente attivazione di una complessa rete di realizzazioni fondamentali sul piano educativo. La comunità diviene cosi il luogo fisico e relazionale, in cui la persona singola si realizza in modo solidale con gli altri; con la consapevolezza di essere depositaria del diritto di educare e di essere educata.

La comunità, al cui interno la famiglia assume un ruolo primario, rappresenta la sede per dare risposta ai bisogni educativi dei singoli e della società attraverso la scuola.
La scuola quindi è chiamata attraverso il progetto educativo e didattico ad esplicitare  finalità, obiettivi, attività. La nostra scuola, di conseguenza, dovrà attrezzarsi in modo che attraverso strutture scientifiche, operative e gestionali assicuri la realizzazione del progetto stesso.

Ciò definisce anche la natura specifica dell’autonomia che caratterizza la scuola materna Piccole Birbe. Senso di appartenenza alla comunità, e autonomia rispetto alla stessa comunità che ne ha determinato la nascita e la crescita: un'autonomia propria della scuola in quanto tale, chiamata a realizzare finalità che fanno riferimento direttamente  al bambino, soggetto e protagonista della sua integrale promozione. In questo senso pensiamo di realizzare nella nostra scuola un autonomia istituzionale, pedagogica e organizzativa.

La prima viene determinata dal nostro statuto che traduce in coerenti scelte scolastiche i valori ed i fini della comunità.

L’autonomia pedagogica ci consente di elaborare propri progetti educativi, congruenti con i fini statutari e costruiti secondo i criteri del rigore scientifico e della partecipazione corresponsabile di tutti i soggetti interessati.

 

Scuola materna e famiglia

La scuola inoltre riconosce nella famiglia il contesto educativo primario  per il bambino. Pertanto la scuola:

 

  1. collabora alla realizzazione di un comune progetto educativo, individuando nei valori cristiani, nella programmazione dell’azione educativa e nella progettazione dell’attività didattica i punti di forza del rapporto

  2. interagisce con la famiglia per la piena affermazione del significato e del valore bambino- persone

  3. favorisce un clima di dialogo e di confronto nel rispetto delle reciproche competenze

  4. ritiene preminente la centralità del bambino, il rispetto per la sua identità, promuovendo lo  sviluppo attraverso  la risposta attenta e puntuale a tutte le sue esigenze materiali e culturali, psicologiche e spirituali

  5. interpreta la complessità delle esperienze vitali del bambino diventando ponte ideale tra la casa e il mondo , senza mai sostituirsi alla famiglia

  6. richiede la collaborazione del padre e della madre all’atto dell’inserimento del bambino nella scuola per ricostruire la storia seguendo i criteri indicati nel fascicolo personale

  7. sollecita incontri occasionali con le famiglie e ne promuove altri  in modo sistematico, allo scopo di consentire uno scambio di informazioni

  8. favorisce l’accoglienza “personalizzata” del bambino creando un clima  sereno adatto a rendere meno traumatico il momento del distacco

  9. adotta particolari strategie per favorire l’integrazione di tutti i bambini nel nuovo contesto educativo e l’instaurazione di corretti rapporti con i coetanei egli adulti

  10. considera con discrezione, rispettosa comprensione e solidarietà le situazioni familiari difficili socialmente, culturalmente ed economicamente  precarie presenti

  11. esplicita la propria offerta formativa globale, gli interventi didattici, le strategie metodologiche, gli strumenti di verifica e i criteri di valutazione del processo evolutivo del bambino, mediante incontri con tutti i genitori e, qualora risultino eletti o designati, con i rappresentanti dei sezione

  12. chiede ad entrambi i genitori collaborazione continua e costante in un rapporto di reciproca lealtà per garantire coerenza all’azione educativa.

  13. chiede ad entrambi i genitori collaborazione continua e costante in un rapporto di reciproca lealtà per garantire coerenza all’azione educativa.

 

Preservare la serenita' del bimbo

Fermo restando inoltre che ogni azione congiunta deve comunque salvaguardare la spontaneità e la serenità del bambino a scuola:

 

  1. sensibilizzare la famiglia affinché lo svolgimento di particolari momenti della vita scolastica quali ricorrenze e incontri festosi, avvenga in forma di partecipazione attiva,discreta,rispettosa tranquillità dei bambini e del loro inalienabile diritto di “star bene a scuola”

  2. organizzare incontri di formazione con specialisti delle scienze dell’ educazione per affrontare e approfondire tematiche relative all’impegno educativo comune

  3. offrire ai genitori l’opportunità di consultare enciclopedie, libri e riviste, opuscoli e materiale audiovisivo per facilitare nell’affrontare situazioni particolari connesse col processo di crescita del bambino;

  4. promuovere l’integrazione scolastica per i bambini portatori di Handicap mediante una metodologia educativa che armonizza l’assetto della scuola con le caratteristiche individuali del soggetto in difficoltà

  5. favorire, in presenza di situazioni ambientali multiculturali e plurietniche, l’inserimento di bambini appartenenti a culture, razze e religioni diverse facendo leva sui punti d’incontro tra le specifiche esigenze e il progetto educativo della scuola.